<<Gli spumanti italiani surclassano gli champagne con un +16% sulle esportazioni nel mondo>>.

Ostriche e champagne, caviale e champagne, aragosta e champagne… Possono sembrare accostamenti scontati, status symbol di una classe privilegiata, talvolta, negli ultimi decenni, anche un po’ cafona. Finalmente le bollicine italiane tagliano un’importante traguardo – per il secondo anno consecutivo -, export del +16% sugli champagne. Bere bollicine italiane degustando frutti di mare, crostacei, le preziose uova di storione o il tartufo è davvero un’esperienza sensoriale inebriante, dove i sapori si esaltano a vicenda, in un felice incontro tra sapidità e delicatezza, dolce e aspro, tra sentori del mare e della terra, tra note fruttate, fiorite, iodate e minerali. Lo spumante italiano però può essere perfetto anche se accostato ad alimenti più semplici, o meno costosi, come il salmone, le alici, le uova, il riso, i formaggi: l”importante è la qualità della materia prima e una certa cura nella preparazione. Dal lusso e prestigio italiano con Divinity a tradizioni eccellenti come Ca’ del Bosco di Annamaria Clementi, Riserve Berlucchi e selezionate catine minori l’Italia ha raggiunto un record storico nel mondo dove si registra un aumento del 16 per cento in valore delle esportazioni per un importo stimato in oltre 700 milioni per tutto il 2013. E’ quanto stima la Coldiretti sulla base di proiezioni relative ai dati Istat nei primi nove mesi del 2013. A segnare il maggior incremento degli acquisti di spumante è la Cina, dove le esportazioni sono addirittura raddoppiate (+101 per cento). Mentre in Russia la crescita è del 31 per cento.

Un successo che, spiega Coldiretti, viene ulteriormente confermato dal boom degli acquisti di bollicine italiane nel Regno Unito (+50 per cento), che diventa il secondo importatore dopo gli Stati Uniti, dove peraltro lo spumante tricolore cresce del 24 per cento. Tra i nuovi mercati va sottolineato l’aumento record delle esportazioni in Australia (+72 per cento). Si tratta di risultati che, afferma l’associazione degli agricoltori, ”trainano l’intero settore dei vini, per il quale si registra complessivamente un aumento dell’8 per cento in valore dell’export”.

A questo punto non ci resta che brindare all’Italia – con bollicine italiane – augurandoci per questo inizio di 2014 una forte riprese dell’economia del Made in Italy in italia e nel mondo..