instagram-kM9F-U432105903875410u-1224x916@Corriere-Web-Sezioni-593x443

Se non puoi comprarlo, costruiscitelo in casa. E la variabile più importante è la casa: Instagram. Facebook ha scelto la (sua) applicazione di fotografie per sferrare l’attacco definitivo a Snapchat. Il signor 2 miliardi di dollari di profitti trimestrali — Mark Zuckerberg — ha tentato più di una volta senza successo di acquistare l’iconcina da 150 milioni di utenti attivi al giorno. A inizio luglio le ha tirato la prima stoccata con l’introduzione dei messaggi a scomparsa su Messenger. Adesso ha calato la carta con cui spera di non perdere l’affezione dell’utenza più giovane: nelle prossime settimane, chi aggiornerà Instagram per iOs e Android sarà in grado di creare e visualizzare le «Stories». «Il modo migliore per condividere i momenti salienti della tua vita», ha commentato  il fondatore Kevin Systrom. A TechCrunch, Systrom ha ammesso  che la paternità del formato è di Snapchat: «Il merito è loro».

Il social del fantasmino è infatti famoso per le sue “stories”, ovvero una serie di foto o video inserite in una raccolta che dura 24 ore per poi scomparire.Nel presentare la nuova funzione, il team Instagram sottolinea questo aspetto come fosse una sorta di elemento in grado di “rilassare” l’approccio al social network: “con Instagram Stories, non devi preoccuparti di pubblicare troppo. Puoi condividere tranquillamente tutto ciò che vuoi durante la giornata, dando libero sfogo alla tua creatività”. E questo perché, semplicemente, questa attività non lascia traccia: dopo 24 ore i video e le immagini scompaiono, esattamente come accade con Snapchat. Se l’utente non sceglie di salvarli e condividerli in altro modo, insomma, sono destinati a rapido oblìo, il che deresponsabilizza l’utente nei confronti del contenuto e della forma: non lasciando traccia, i video non lasciano strascichi e rappresentano soltanto una sorta di appunto quotidiano del proprio vissuto.

La scelta di Instagram, come detto, è interessante. Nonostante il costante mutamento delle abitudini social da una generazione all’altra, Facebook continua a crescere fra i 18-24enni (come ha recentemente sottolineato Bloomberg). A subire la concorrenza di Snapchat è invece l’iconcina fotografica da 500 milioni di utenti al mese e 300 milioni al giorno: un sondaggio di Piper Jaffray ha evidenziato come dalla primavera del 2016 il 28% dei più giovani veda Snapchat come il più importante social network. A citare l’app acquistata da Facebook nel 2012 è il 27%. Un punto percentuale che, aggiunto a previsioni come quella di Jefferies relativa a un impatto di Snapchat compreso fra il 3 e il 9% sugli utili di Facebook nel giro di due anni, giustifica ampiamente la novità odierna. L’app gialla piace, e indipendentemente da quale sarà il suo percorso ha già cambiato il modo di comunicare. Anche su Instagram.

Una strategia per rilevare il fantasmino o “cruda” concorrenza aziendale?